Poche
ore fa, mentre surfavo tra le pagine online di Le Monde,
sono incappato in un articolo.
Il soggetto era la protesta di alcune ONG per la presenza, sul suolo
francese, dello sceicco Nasser bin Hamad Al Khalifa, figlio del re
Hamad
del Bahrein. Inoltre, riportava sempre il suddetto articolo, il
presidente onorario della FederazioneInternazionale dei Diritti dell'Uomo
ha chiesto che il giovane sceicco venga perseguito, arrestato ed -in
caso- anche giudicato dalle autorità giudiziarie in quanto la
Francia ha ratificato varie convenzioni contro la tortura.
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30 agosto 2014
24 gennaio 2014
Stati Uniti e Cina: perché diplomazia e relazioni economiche non bastano.
Ilaria Lezzi
Alla luce della decisione del governo cinese
di creare una Zona di Identificazione per la Difesa Aerea con sorveglianza
aerea sulla porzione marittima di sua prossimità, area che include anche
l'arcipelago delle Senkaku/Diaoyu storicamente conteso col Giappone - e che,
aumentando la tensione con Tokyo, tocca direttamente gli Stati Uniti, essendo
questi gli unici garanti della difesa nipponica-, dell'irrisolta divisione
coreana e delle relazioni serrate con Taiwan, la preoccupazione della Cina si
chiama Stati Uniti d'America.
19 settembre 2013
Obama-Putin: attenti a chiamarla guerra fredda
Ilaria Lezzi
Il siparietto degli ultimi tempi, dal caso Snowden, alle sabbie mobili del perenne interventismo americano, alla proposta amichevole di Putin e, soprattutto, al suo voler esprimere la "posizione russa" sul New York Times, hanno reso facile a molti parlare di una "nuova guerra fredda". L'associazione tra due episodi o periodi storici, oltre che essere inappropriata storicamente, offusca la lettura dei fatti. Quella di oggi è una storia di un gigante sofferente e dell'intenzione di chi gli sta di fronte, di aiutarlo a prendere consapevolezza del suo stato.
4 luglio 2013
L'Egitto del golpe (apologia delle rivoluzioni perdute - parte III)
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| (Associated Press) |
Ilaria Lezzi e Filippo Barbagli
Quanto pesano le esportazioni ideologiche e quanto pesano le associazioni tra contesti differenti
Partiamo dall'incipit: da
come gli occidentali vedono piazza Tahrir. Da un punto di vista alla
occidentale, forse prossimi all' anniversario della Presa della
Bastiglia. Non ci posson far nulla: quando vedono gente in piazza
l'associano a "Democrazia & Libertà": concetti
nobilissimi, che la storia occidentale si è guadagnata, che mondi a
noi vicini latitanti nel tugurio più nero apprezzano e aspirano,
ma con accezioni diverse.
2 giugno 2013
Con OccupyGezi si decide il futuro della Turchia...e delle primavere arabe.
Già in molti tendono ad associare le manifestazioni che in questi ultimi 4 giorni si sono diffuse a macchia d'olio nelle maggiori città turche a quelle che due anni fa spazzarono via vecchi sultani, da Tripoli a Sa'ana.
E sinceramente non so se spaventarmi, visto l'esito, ancora controverso, che la primavera araba ha avuto in Egitto o con la guerra civile in Siria, di cui ci stiamo limitando a contare i morti e parlare delle atrocità come chiacchiere da bar, senza intervenire.
13 maggio 2013
Si scrive "cyber war", si legge guerra del ventunesimo secolo
Ilaria Lezzi
Si scrive "cyber war", e quella "y" potrebbe spaventare alcuni. Ma "Guerra cibernetica" non ha ho lo stesso effetto. A spaventare dovrebbe essere ben altro. In buona sostanza i governi e le forze armate di tutto il mondo si stanno strapazzando per controllare lo spazio digitale anche al costo di sacrificare altre spese di difesa in modo da difendere i propri territori virtuali e attaccare quelli dei loro rivali.
Si scrive "cyber war", e quella "y" potrebbe spaventare alcuni. Ma "Guerra cibernetica" non ha ho lo stesso effetto. A spaventare dovrebbe essere ben altro. In buona sostanza i governi e le forze armate di tutto il mondo si stanno strapazzando per controllare lo spazio digitale anche al costo di sacrificare altre spese di difesa in modo da difendere i propri territori virtuali e attaccare quelli dei loro rivali.
9 maggio 2013
Noi dobbiamo completare la rivoluzione europea
Filippo Barbagli
Siamo sinceri. In quanti
sapevano che oggi era il giorno dell'Europa? E per restringere il
cerchio, in quanti sanno perché è stato scelto proprio il 9 maggio?
Ci avete pensato?
Probabilmente vi siete guardati attorno per un secondo imbarazzati,
ma poi rincuorati dal fatto che “tanto non lo saprà nessuno”.
Ecco, appunto, questo è oggi il problema dell'Europa. Non la crisi
dell'euro.
Personalmente trovo
alquanto buffo che una giornata del genere non sia una festa
nazionale (leggi, in termini europei ovviamente), mentre ci ostiniamo
a festeggiare dodicenni rimaste incinta da probabili pratiche
pedofile ma che con un colpo di genio hanno sostenuto di essere state
ingravidate da una divinità.
24 aprile 2013
La lunga ombra di Margaret Thatcher: storia della “Iron Lady” - parte II
Breve
storia del movimento sindacale inglese
Il
sindacato dei minatori e lo stesso gruppo sociale e lavorativo di
questi rappresentavano un pilastro della tradizione economica
inglese. Furono i primi che si organizzarono nei primi sindacati e
nella lotta per i diritti dei lavoratori, nel movimento "luddista"
– che diede inizio alla sua opposizione contro la borghesia solo
quando si ribellò con la violenza alle macchine - portato avanti dai
minatori scozzesi intorno al 1812.
23 aprile 2013
Tous égaux: i matrimoni e le adozioni omosessuali sono un dovere per la società
di Filippo Barbagli
Oggi, 23 aprile 2013,
l'Assemblée Nationale francese ha approvato definitivamente la legge
Taubira. Con 331 voti favorevoli, 225 contrari e 10 astenuti, la
Francia è diventata il 14° stato (in toto)
al mondo a legalizzare la parità di diritti per i cittadini
omossesuali, cioè il matrimonio e l'adozione per coppie dello stesso
sesso.
Le mariage pour tous
ha diviso profondamente ed appassionato l'opinione pubblica dei
cugini d'oltralpe, ha esposto la presidenza di François Hollande a
critiche di strumentalizzazione – anche se era un aspetto
presentato del programma durante la campagna elettorale-, ma
soprattutto è destinato a rivoluzionare il dibattito sulla parità
di diritti in tutto il continente, e forse nel mondo.
17 aprile 2013
La lunga ombra di Margaret Thatcher: storia della “Iron Lady” - parte I
di Marco Saccardi, con introduzione di Filippo Barbagli
Oggi, nella cattadrale londinese di Saint Paul, nel cuore della City finanziaria, si sono svolti i solenni funerali di Margaret Thatcher, primo ministro britannico dal 1979 al 1990, deceduta lo scorso 8 aprile ad 87 anni. La frase più in voga, ed anche più azzeccata, in questi ultimi giorni coglie appunto il peso e l'eredità che questo personaggio lascerà al suo paese ed alla Storia. Di lei si dice che è stata o amata al massimo, od odiata in egual misura.
1 aprile 2013
Si può giocare a ping pong con la Corea del Nord?
di Ilaria Lezzi, con introduzione di Filippo Barbagli
O si può giocare soltanto a calcio? Speriamo di no.
Proponiamo oggi un'analisi dettagliata ed acuta sulla questione nordcoreana, ed i rapporti tra il regno dei Kim, la Cina e gli Stati Uniti. Parlare della Corea del Nord oggi non significa infatti affrontare solamente, come sottolinea l'autrice, l'ultima vestigia o eredità pesante della Guerra Fredda.
29 marzo 2013
L'anno (Iraniano) che verrà.
Il 20 di questo mese si è festeggiato il nuovo anno Persiano, secondo il calendario Zoroastriano la più importante festa nazionale del paese di Ahmadinejad. Ed è proprio il presidente Iraniano “tornato” alla ribalta durante i funerali del Presidente venezuelano Hugo Chavez che in questi giorni sta mettendo in subbuglio il suo paese in vista delle elezioni presidenziali del 14 Giugno. Molti osservatori credono che non potendo più ricandidarsi per il terzo mandato Ahmadinejad cercherà di adottare la formula dei suoi vicini russi Medvedev/Putin, cercando di promuovere a suo successore il capo del suo staff, Esfandiar Rahim Mashae.
21 marzo 2013
La vicenda dei due marò tra miopia diplomatica, populismo e scandali militari
di Filippo Barbagli
Domani, il
22 marzo 2013, scade il permesso speciale concesso dalla corte del
Kerala ai due fucilieri italiani della brigata San Marco, accusati di
aver ucciso due pescatori indiani lo scorso 15 febbraio 2012. ''I
nostri ragazzi'' -così l'appellativo affibbiato da politici e
giornalisti populisti- erano già potuti tornare in patria per le
vacanze natalizie, ed il permesso era stato concesso una seconda
volta per votare alle elezioni di fine febbraio. Allora
l'ambasciatore italiano, Mancini, s'impegnò solennemente sul ritorno
dei due marò in India. L'11 marzo, il ministro degli esteri Terzi ha
fatto sapere (ribadendolo poi via Twitter) che i due militari
resteranno in Italia per essere qui giudicati. Si è aperta quindi
una crisi politica, oltre a quella diplomatica già in atto da un
anno, che rischia di assumere toni più gravi: se entro domani i marò
non torneranno in India, l'Italia avrà ufficialmente violato degli
impegni internazionali.
12 marzo 2013
Perchè il nuovo papa verrà dall'America
di Filippo BarbagliExtra omnes. Fuori tutti. E non sono i grillini a gridarlo, ma è la formula secolare che qualche ora fa ha sancito l'inizio del conclave, che eleggerà il nuovo pontefice dopo il dimissionario Benedetto XVI. La dottrina vuole che sia lo spirito santo a "guidare" i principi elettori di Santa Romana Chiesa nel momento della votazione. Ma oggi mi piacerebbe considerare più delle motivazioni di politica estera e strategia, alla base delle scelte che condurranno i cardinali vegliati dai nudi dipinti da Michelangelo.
E non lo scrivo per nobilitare la disciplina che
studio, semplicemente perché credo che sia una chiave di lettura
indicativa, anche se non esaustiva. Lungi da
7 marzo 2013
Le elezioni italiane e l'Europa
di Filippo Barbagli
Noi italiani siamo un popolo autocelebrativo, ci piace cullarci nell'idea che la nostra terra abbia dato i natali agli uomini più illustri della Storia. Poteva essere vero fino a qualche secolo fa, anzi, azzardiamoci, in certi ambienti, fino al secolo scorso. Ma il XX secolo, ed i primi decenni di quello attuale hanno regalato la celebrità internazionale a Mussolini, Berlusconi e da qualche giorno, Beppe Grillo (non parlatemi di calciatori, perché, con tutto l'emozionante rispetto, pur sempre di tirà du calci al pallone si tratta). Oggi Beppe Grillo tiene le sorti dell'Italia via Twitter. Chi tiene le sorti dell'Italia tiene quelle dell'euro. E sulle sorti della moneta unica si regge l'Unione Europea. E quindi il destino di 500 milioni di persone. Ed in ultima istanza quello del mondo.
Si salvi chi può.
21 febbraio 2013
La fiera delle abdicazioni - parte I
Negli ultimi dieci giorni l'argomento sulla bocca di tutti è stato quello delle dimissioni di papa Benedetto XVI. Tutto quello che si poteva dire è stato detto e ripetuto fino alla nausea. Ed aggiungendo il fatto che chi scrive è ateo, non ci dilungheremo né sui risvolti politici della vicenda -su cui consiglio di approfondire nell'Internazionale della scorsa settimana, che raccoglie le migliori analisi della stampa estera, al contrario della maggior parte dei nostri quotidiani che come sempre su questo versante sono stati acritici- né tantomeno quelli spirituali. Voglio solo offrirvi uno spunto di riflessione, sul simbolismo politico della vicenda.
24 gennaio 2013
Brexit sì, Grexit no! - La Gran Bretagna deve uscire dall'Unione?
di Filippo Barbagli
Keep calm. L'art.50 del Trattato di Lisbona ha introdotto per la prima volta la possibilità per gli stati di recedere dall'Unione. Bene, datemi il numero di telefono di chi l'ha scritto.
Quando penso al discorso di Cameron di ieri, sulla volontà d'indire un referendum di recessione del Regno Unito dall'Unione Europea, ho avuto un esplosione di pensieri, contrastanti, che ho subito abbozzato volgarmente sulla pagina facebook di BP, e che ora mi accingo a spiegare meglio ed in maniera più esaustiva. Partendo ovviamente dal presupposto che al povero inquilino di Downing Street sia partito il capo, probabilmente dopo le troppe emozioni di un anno esaltante per
31 dicembre 2012
14 dicembre 2012
La nuova vigilanza bancaria in Europa (spiegata ad un amico)
di Filippo Barbagli
Oggi l'Ecofin ha approvato la normativa che istituisce un nuovo sistema di vigilanza bancaria centralizzata per l'Unione Europea, o meglio, per i paesi dell'Eurozona e quelli fuori che vogliono aderirvi. Il testo è stato un passo fondamentale per i negoziati del prossimo Consiglio Europeo (che tenterà di tappare i buchi dopo quello disastroso del 21-23 novembre) sul futuro finanziario dell'Unione. Dovrà passare poi anche dal benestare del Parlamento Europeo. Quando si parla di un sistema "poco democratico"...
Oggi l'Ecofin ha approvato la normativa che istituisce un nuovo sistema di vigilanza bancaria centralizzata per l'Unione Europea, o meglio, per i paesi dell'Eurozona e quelli fuori che vogliono aderirvi. Il testo è stato un passo fondamentale per i negoziati del prossimo Consiglio Europeo (che tenterà di tappare i buchi dopo quello disastroso del 21-23 novembre) sul futuro finanziario dell'Unione. Dovrà passare poi anche dal benestare del Parlamento Europeo. Quando si parla di un sistema "poco democratico"...
Copio ed incollo, a sfida della mia capacità di spiegazione e presunte doti di chiarezza, il messaggio
13 dicembre 2012
Per il diritto di voto a 16 anni
di Filippo Barbagli
Il 10 settembre scorso il Parlamento Europeo ha emesso una dichiarazione per l'istituzionalizzazione del diritto di voto dal compimento del sedicesimo anno d'età. La mossa rientra nell'ottica dell'iniziativa lanciata dal Forum Europeo della Gioventù, « vote@16 », nata da una risoluzione del 2006. Attualmente la situazione in Europa si articola nella seguente maniera: il voto a 16 anni è possibile in Austria, nelle dipendenze della Corona britannica (Isola di
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