Visualizzazione post con etichetta europa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta europa. Mostra tutti i post

2 giugno 2013

Con OccupyGezi si decide il futuro della Turchia...e delle primavere arabe.

Filippo Barbagli

"Primavera turca".
Già in molti tendono ad associare le manifestazioni che in questi ultimi 4 giorni si sono diffuse a macchia d'olio nelle maggiori città turche a quelle che due anni fa spazzarono via vecchi sultani, da Tripoli a Sa'ana. 
E sinceramente non so se spaventarmi, visto l'esito, ancora controverso, che la primavera araba ha avuto in Egitto o con la guerra civile in Siria, di cui ci stiamo limitando a contare i morti e parlare delle atrocità come chiacchiere da bar, senza intervenire.

9 maggio 2013

Noi dobbiamo completare la rivoluzione europea


Filippo Barbagli


Siamo sinceri. In quanti sapevano che oggi era il giorno dell'Europa? E per restringere il cerchio, in quanti sanno perché è stato scelto proprio il 9 maggio?
Ci avete pensato? Probabilmente vi siete guardati attorno per un secondo imbarazzati, ma poi rincuorati dal fatto che “tanto non lo saprà nessuno”. Ecco, appunto, questo è oggi il problema dell'Europa. Non la crisi dell'euro.

Personalmente trovo alquanto buffo che una giornata del genere non sia una festa nazionale (leggi, in termini europei ovviamente), mentre ci ostiniamo a festeggiare dodicenni rimaste incinta da probabili pratiche pedofile ma che con un colpo di genio hanno sostenuto di essere state ingravidate da una divinità.

6 maggio 2013

It's Capitalism, stupid! Democrazia oltre il capitalismo?

Nell'ambito delle iniziative di dibattito e riflessione sull'Europa al tempo della crisi economica e dell'austerità promosse da il "Collettivo Prezzemolo" (studenti e ricercatori dell'Istituto Universitario Europeo), oggi alle ore 17 presso la Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, Lorenzo Cini presenterà il suo libro "Società civile e democrazia radicale".

29 marzo 2013

L'anno (Iraniano) che verrà.


di Viola E. Bruttomesso, con commento di Filippo Barbagli

Il 20 di questo mese si è festeggiato il nuovo anno Persiano, secondo il calendario Zoroastriano la più importante festa nazionale del paese di Ahmadinejad. Ed è proprio il presidente Iraniano “tornato” alla ribalta durante i funerali del Presidente venezuelano Hugo Chavez che in questi giorni sta mettendo in subbuglio il suo paese in vista delle elezioni presidenziali del 14 Giugno. Molti osservatori credono che non potendo più ricandidarsi per il terzo mandato Ahmadinejad cercherà di adottare la formula dei suoi vicini russi Medvedev/Putin, cercando di promuovere a suo successore il capo del suo staff, Esfandiar Rahim Mashae. 


7 marzo 2013

Le elezioni italiane e l'Europa

di Filippo Barbagli

Noi italiani siamo un popolo autocelebrativo, ci piace cullarci nell'idea che la nostra terra abbia dato i natali agli uomini più illustri della Storia. Poteva essere vero fino a qualche secolo fa, anzi, azzardiamoci, in certi ambienti, fino al secolo scorso. Ma il XX secolo, ed i primi decenni di quello attuale hanno regalato la celebrità internazionale a Mussolini, Berlusconi e da qualche giorno, Beppe Grillo (non parlatemi di calciatori, perché, con tutto l'emozionante rispetto, pur sempre di tirà du calci al pallone si tratta). Oggi Beppe Grillo tiene le sorti dell'Italia via Twitter. Chi tiene le sorti dell'Italia tiene quelle dell'euro. E sulle sorti della moneta unica si regge l'Unione Europea. E quindi il destino di 500 milioni di persone. Ed in ultima istanza quello del mondo.
Si salvi chi può.

21 febbraio 2013

La fiera delle abdicazioni - parte I

(catholicherald.co.uk)
di Filippo Barbagli

Negli ultimi dieci giorni l'argomento sulla bocca di tutti è stato quello delle dimissioni di papa Benedetto XVI. Tutto quello che si poteva dire è stato detto e ripetuto fino alla nausea. Ed aggiungendo il fatto che chi scrive è ateo, non ci dilungheremo né sui risvolti politici della vicenda -su cui consiglio di approfondire nell'Internazionale della scorsa settimana, che raccoglie le migliori analisi della stampa estera, al contrario della maggior parte dei nostri quotidiani che come sempre su questo versante sono stati acritici- né tantomeno quelli spirituali. Voglio solo offrirvi uno spunto di riflessione, sul simbolismo politico della vicenda.

24 gennaio 2013

Brexit sì, Grexit no! - La Gran Bretagna deve uscire dall'Unione?

di Filippo Barbagli

Keep calm. L'art.50 del Trattato di Lisbona ha introdotto per la prima volta la possibilità per gli stati di recedere dall'Unione. Bene, datemi il numero di telefono di chi l'ha scritto.

Quando penso al discorso di Cameron di ieri, sulla volontà d'indire un referendum di recessione del Regno Unito dall'Unione Europea, ho avuto un esplosione di pensieri, contrastanti, che ho subito abbozzato volgarmente sulla pagina facebook di BP, e che ora mi accingo a spiegare meglio ed in maniera più esaustiva. Partendo ovviamente dal presupposto che al povero inquilino di Downing Street sia partito il capo, probabilmente dopo le troppe emozioni di un anno esaltante per

14 dicembre 2012

La nuova vigilanza bancaria in Europa (spiegata ad un amico)

di Filippo Barbagli

Oggi l'Ecofin ha approvato la normativa che istituisce un nuovo sistema di vigilanza bancaria centralizzata per l'Unione Europea, o meglio, per i paesi dell'Eurozona e quelli fuori che vogliono aderirvi. Il testo è stato un passo fondamentale per i negoziati del prossimo Consiglio Europeo (che tenterà di tappare i buchi dopo quello disastroso del 21-23 novembre) sul futuro finanziario dell'Unione. Dovrà passare poi anche dal benestare del Parlamento Europeo. Quando si parla di un sistema "poco democratico"...
Copio ed incollo, a sfida della mia capacità di spiegazione e presunte doti di chiarezza, il messaggio

13 dicembre 2012

Per il diritto di voto a 16 anni

  
La "presidenta" Kirchner (Getty)
di Filippo Barbagli

Il 10 settembre scorso il Parlamento Europeo ha emesso una dichiarazione per l'istituzionalizzazione del diritto di voto dal compimento del sedicesimo anno d'età. La mossa rientra nell'ottica dell'iniziativa lanciata dal Forum Europeo della Gioventù, « vote@16 », nata da una risoluzione del 2006. Attualmente la situazione in Europa si articola nella seguente maniera: il voto a 16 anni è possibile in Austria, nelle dipendenze della Corona britannica (Isola di

29 ottobre 2012

God save the Erasmus, God save the Europe (aussi en français)

The Erasmus logo
The end of a dream?
During the last weeks the question about the exhaustion of funds for Erasmus has attrired a lot of attention in all the countries that joined this project. Since the first days of October, when the voice bounced between websites and news agencies, former Erasmus students, politicians, and intellectuals from all over Europe have launched appeals with the purpose that the funds for the project will be not empty in the future On October 23, the Commission began a final round of negotiations with the member states to determine the amount of these funds. The term is

4 aprile 2012

Il diritto d'ingerenza umanitaria: un imperativo categorico per l'Europa?

Esattamente un anno fa, il 19 marzo 2011, cominciava l'intervento militare in Libia, sponsorizzato dalle Nazioni Unite, che avrebbe condotto nel giro di 7 mesi alla fine della guerra civile libica ed alla caduta del dittatore Gheddafi. L'operazione trovava il suo fondamento giuridico nella risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che ha segnato un ulteriore passo nell'evoluzione del diritto umanitario in generale e soprattutto di un suo ramo, il diritto d'ingerenza umanitaria.

Allora mi trovavo in erasmus ad Aix, e ricordo perfettamente come l'intervento dei Rafale e dei Mirage-2000 de l'Armé de l'air furono salutati positivamente dalla maggioranza dell'opinione pubblica francese, europea ed occidentale. Da me compreso. Oltralpe poi, l'idea atavica e romantica dei popoli solidali che aiutano gli oppressi a detronizzare i tiranni, sembrava avere seguito tra le genti. Forse un

6 marzo 2012

Svolta autoritaria in Ungheria? Da Jobbik agli sviluppi - parte 2

Il premier magiaro Orban con il Presidente della Commissione Barroso


Pannonia Felix?
La situazione ungherese delle ultime settimane è in continuo sviluppo. Il progetto di Orbán, di creare un modello mitteleuropeo nazionalista contro la crisi e contro i signori della guerra/capitalismo mondiale (mi perdoni, Madame Lagarde), non sta decollando, tanto che ha esplicitamente prospettato la possibilità di cooperazione con l'FMI pur di far uscire l'Ungheria dalla crisi. Nel frattempo la Commissione Europea ha avviato tre procedure d'infrazione nei confronti del paese magiaro, contestando le riforme sulla banca centrale, sul trattamento dei dati personali e sul pensionamento

12 gennaio 2012

Svolta autoritaria in Ungheria? o deriva "destrista"? parte 1

Tutto il mondo è paese con gli slogan: proteste a
Budapest per l'entrata in vigore della nuova Costituzione
il 1 gennaio 2012
Teoricamente il nostro blog si prefigge degli obiettivi di serietà se non quasi divulgazione, almeno delle nostre conoscenze riguardo ad argomenti specifici, perciò, considerando l'argomento che sono in procinto di introdurre, cercherò di mantenere un atteggiamento super partes ed eviterò di usare un linguaggio, diciamo colorito, soprattutto nel riferirmi a certi personaggi ed alle loro ideologie.
Non vorrei essere accusato di discriminazione contro persone diversamente intelligenti.

Auf dem schönen Schwarz Donau – Sul bel Danubio nero
Negli ultimi tempi si è discusso molto sull'entrata in vigore della nuova costituzione ungherese, un

31 dicembre 2011

Apologia delle rivoluzioni perdute - parte II

                                                      Niente di nuovo sul fronte orientale?
La guerra in Vietnam fu giustificata per
fronteggiare la rivoluzione dei Vietcong
Invece che augurarvi buon anno o buon natale, comincio quest'intervento citandovi la Pasqua. Ebbene sì, mentre quest'anno voi sgranavate senza ritegno durante il pranzo con i parenti e la primavera araba era nel pieno dei suoi sviluppi, in un ospedale romano spirava una donna di nome Tran Le Xuan, di 86 anni di età. Il nome non vi dice niente? Bene, neanche a me. Eppure negli anni sessanta era un personaggio famoso, come può essere oggi Carla Bruni o Moza del Qatar, che solo per il nome bislacco è stata scelta come madrina di questi post. Era conosciuta come Madame Nhu. Non vi (ri)dice niente? Beh, (ri)neanche a me. Ho provato a chiederlo in giro, e qualche
membro della generazione precedente alla mia mi ha riferito che si trattava della first lady del Vietnam del Sud. Cognata del presidente

5 novembre 2011

Silvio non deve morire

La percezione all'estero del nostro governo non deve
essere il motivo principale da addurre per far dimettere
Berlusconi
Si respira aria di götterdämmerung qui in Italia. Cioè, c'era da tempo, ma oramai sembra che il sogno, la paura, il desiderio, il timore degli italiani stia diventando realtà. Sui libri di storia scriveranno del declino, o della caduta di Berlusconi, la fine di una parabola durata vent'anni (tempo medio testato delle dittature nel nostro paese). Ma non sono qui per cantare sul tramonto, reale ma non tanto sicuro, del berlusconismo, o innalzare inni all'uscita di scena dell'uomo che nel male e nel bene ha governato e trasformato questo pseudo paese negli ultimi due decenni, fino a perdere il senso della realtà delle cose, ad avere ogni minima remora manichea se non la falsa etica del “faccio i miei interessi sempre e comunque”.
Sono qui per dire che non doveva finire così.

3 ottobre 2011

Apologia delle rivoluzioni perdute - parte I

Homo homini lupus
Piazza Tahrir, al Cairo, simbolo della rivoluzione egiziana
Quello di cui mi accingo a scrivere è un tema che può sembrare sfuggente, che può riguardare il tutto ed il niente, di cui si può stare a discernere fino alla nausea. Mi chiedo, e vi domando, se può esistere in politica internazionale un'impostazione di bontà ed altruismo, oppure ogni decisione, ogni calcolo, sono meri frutti di interesse? Non voglio essere hobbesiano, ma fintantoché la politica internazionale resta dominata da attori quali gli stati-nazione (e gli unici altri che riescono a distinguersi ed agire concretamente sono le grandi multinazionali economiche), il modus operandi di ognuno si basa sulla lotta per l'estensione e

16 agosto 2011

Dio salvi il Re, o almeno le democrazie. Le monarchie possono aiutare la governance?


Nel Regno Unito la monarchia rimane
uno dei principali simboli di identità nazionale
Negli ultimi anni si è inserito nel dibattito politico un soggetto apparentemente antico, ma che appunto ha acquistato popolarità, soprattutto in occasione di matrimoni ed altre cerimonie solenni: sto parlando dell’attualità della monarchia, nel senso di una forma di governo democraticamente giustificabile e funzionante nel terzo millennio.
Chi scrive è assolutamente contrario alla monarchia intesa come esercizio dei poteri di governo da parte di un’unica persona secondo metodi di selezione ereditari nell’ambito di una famiglia o comunanza di sangue. L’idea di un'unica persona che governa perché ha determinate qualità è troppo pericolosa al giorno d’oggi.

27 luglio 2011

La Turchia è Europa?

Questo post lo dedico a tutti i sognatori di un mondo migliore, senza imperfezioni, un posto dove gli sporchi islamici non possono vivere, dove tutti i bravi, onorevoli, coraggiosi, forti uomini possono imbracciare un mitra e sparare a gente che non la pensa come loro, a chi vuole zozzare le nostre città, mettere in pericolo le nostre famiglie e farci fottere il lavoro. Come diceva qualcuno, tanti nemici,tanto onore, pur di migliorare il mondo. Od almeno vederlo al contrario appesi per i piedi alle travi di un benzinaio.
Sono stato sommerso da lettere di protesta per la mia prolungatissima assenza sul blog. Ma le ultime settimane dell’Erasmus richiedevano uno sforzo fisico notevole, ed una volta ritornato in patria, mi sono concesso qualche esame. Col capo cosparso di cenere riscrivo qualcosa. In realtà volevo proporvi un altro argomento, ma l’orrore accaduto in Norvegia qualche giorno fa mi ha spinto a dedicarmi ad un ulteriore soggetto.

27 maggio 2011

Lunga vita all'euro

Parafrasando l'abate Sieyès, mi e vi chiedo: qu'est-ce que l'Europe? Cosa diamine è l'Europa? Beh, è una domanda da un milione di euro, appunto. E sicuramente con questo post non potrò rispondere. Ma getto così, qualche riflessione volante.
Userò i termini Unione Europea ed Europa come sinonimi, perché penso che dovrebbe essere così.
Per come la conosciamo noi oggi, l'Europa è una grande bugia. La più grande del secolo scorso di sicuro (ebbene sì, Monsieur Ahmadinejād, più grande dell'olocausto).